Dal sogno alla realtà. Ecco come sono diventato imprenditore.

Solo un euro in tasca ma un grande sogno da realizzare: diventare un imprenditore. Idee chiare e determinazione, ecco la chiave del successo di Giuseppe Di Mattea, catanese di 34 anni, CEO founder di BioItaly, azienda attiva nel mondo delle biotecnologie, dalla conservazione delle cellule staminali come banca del cordone ombelicale alla vendita nel Nipt test per la diagnosi prenatale.

Gli brillano gli occhi quando racconta la sua storia. Il suo volto cela, ma non troppo, un’espressione di profondo orgoglio. È stata dura, anzi durissima ma ce l’ha fatta e quell’euro iniziale di capitale sociale oggi gli restituisce profonde soddisfazioni.

Se dovessimo utilizzare una similitudine per descriverlo basterebbe apostrofarlo cosi: un vulcano. Mille idee, tanta voglia di fare e grande entusiasmo. Proprio quegli elementi che a soli vent’anni, quando ancora era all’università a Catania, iscritto al corso di laurea in informazione scientifica del farmaco, lo hanno portato a mettersi in gioco senza se e senza ma. «Mentre studiavo, ho partecipato ad un corso di marketing farmaceutico – racconta – e per me fu la chiave di volta. Capii subito che nel mio DNA c’era la vendita. Ma non una vendita banale, comune, bensì qualcosa di speciale… qualcosa che potesse aiutare gli altri e di cui potesse esserne percepita l’importanza. Insomma, mi appassionai all’essential sell. Volevo investire su questo».

Lealtà, integrità e amore per il prossimo. Questi sono i tre pilastri sui quali Di Mattea sogna di creare la sua un’azienda. E con un pizzico di follia e tanto coraggio inizia la sua ricerca: deve individuare un’azienda nel settore delle biotecnologie con cui intessere    una   partnership.    Una,    in   particolare,    cattura    la   sua   attenzione. È Biohellenika e si trova a Salonicco. «Io non so spiegare come e perché ma sin da subito, quando mi   recai   proprio   a   Salonicco   per   incontrali,   con   il professore Koliakos e la dottoressa Kouzi, proprietari di Biokellenika, si è istaurato un rapporto stupendo – continua Di Mattea – Probabilmente hanno percepito il mio entusiasmo decidendo così di darmi una possibilità. Possibilità che è stata la chiave del mio successo».

Da una chiacchierata amicale al business dunque. Nel 2012 nasce BioItaly ma non ci sono soldi e qualcosa bisogna inventare. Di Mattea scende in campo con un’idea. Acquista due water ball e si propone, in estate, ai lidi della playa di Catania per far giocare i bambini. Ecco come, partendo dal gradino più basso, riesce ad accumulare un gruzzolo di denaro da reinvestire. Ci crede, il biotech lo affascina sempre di più, e tutto il denaro lo investe in brochure… deve farsi conoscere. Non è facile, non mancano i momenti di scoraggiamento ma a bilanciare è la caparbietà. Iniziano piano piano le collaborazioni con i medici.

I riflettori sono puntati sulla crio conservazione per la banca del cordone ombelicale e durante un meeting l’azienda vende la prima conservazione… si festeggia. Poi arriva la seconda, quindi la terza…il business esplode. Il marchio BioItaly inizia a circolare e diventa sinonimo di affidabilità. L’azienda si espande ed ecco che il sogno prende vita.