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Presente e futuro della ricerca sulle cellule staminali. Caradonna: "Ecco quali sono le applicazioni"

Le cellule sono cellule che possono crescere dei tessuti, e sono già diventate un'opzione terapeutica in alcuni campi della medicina. Capire quante sono quelle presenti in circolo potrebbe diventare in futuro un metodo per valutare, il potenziale rigenerativo e di benessere Eugenio Caradonna, presidente SIMCRI.

Intervista di Anna Lisa Bonfranceschi
Riprese di Sonny Anzellotti

https://video.repubblica.it/salute/dossier/frontiere/presente-e-futuro-della-ricerca-sulle-cellule-staminali-caradonna-ecco-quali-sono-le-applicazioni/419178/420112

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Dal sogno alla realtà. Ecco come sono diventato imprenditore.

Solo un euro in tasca ma un grande sogno da realizzare: diventare un imprenditore. Idee chiare e determinazione, ecco la chiave del successo di Giuseppe Di Mattea, catanese di 34 anni, CEO founder di BioItaly, azienda attiva nel mondo delle biotecnologie, dalla conservazione delle cellule staminali come banca del cordone ombelicale alla vendita nel Nipt test per la diagnosi prenatale.

Gli brillano gli occhi quando racconta la sua storia. Il suo volto cela, ma non troppo, un'espressione di profondo orgoglio. È stata dura, anzi durissima ma ce l'ha fatta e quell'euro iniziale di capitale sociale oggi gli arriva profonde soddisfazioni.

Se dovessimo utilizzare una similitudine per descriverlo basterebbe apostrofarlo cosi: un vulcano. Mille idee, tanta voglia di fare e grande entusiasmo. Proprio quegli elementi che a soli vent'anni, quando ancora era all'università a Catania, iscritto al corso di laurea in informazione scientifica del farmaco, lo hanno portato a mettersi in gioco senza se e senza ma. «Mentre studiavo, ho partecipato ad un corso di marketing farmaceutico – racconta – e per me fu la chiave di volta. Capii subito che nel mio DNA c'era la vendita. Ma non una vendita banale, comune, bensì qualcosa di speciale… qualcosa che può aiutare gli altri e di cui può esserne percepita l'importanza. Insomma, mi appassionai all'essenziale vendo. Volevo investire su questo».

Lealtà, integrità e amore per il prossimo. Questi sono i tre pilastri sui quali Di Mattea sogna di creare la sua un’azienda. E con un pizzico di follia e tanto coraggio inizia la sua ricerca: deve individuare un’azienda nel settore delle biotecnologie con cui intessere    una   partnership.    Una,    in   particolare,    cattura    la   sua   attenzione. È Biohellenika e si trova a Salonicco. «Io non so spiegare come e perché ma sin da subito, quando mi   recai   proprio   a   Salonicco   per   incontrali,   con   il professore Koliakos e la dottoressa Kouzi, proprietari di Biokellenika, si è istaurato un rapporto stupendo – continua Di Mattea – Probabilmente hanno percepito il mio entusiasmo decidendo così di darmi una possibilità. Possibilità che è stata la chiave del mio successo».

Da una chiacchierata amicale al business dunque. Nel 2012 nasce BioItaly ma non ci sono soldi e qualcosa bisogna inventare. Di Mattea scende in campo con un’idea. Acquista due water ball e si propone, in estate, ai lidi della playa di Catania per far giocare i bambini. Ecco come, partendo dal gradino più basso, riesce ad accumulare un gruzzolo di denaro da reinvestire. Ci crede, il biotech lo affascina sempre di più, e tutto il denaro lo investe in brochure… deve farsi conoscere. Non è facile, non mancano i momenti di scoraggiamento ma a bilanciare è la caparbietà. Iniziano piano piano le collaborazioni con i medici.

I riflettori sono puntati sulla crio conservazione per la banca del cordone ombelicale e durante un meeting l'azienda vende la prima conservazione… si festeggia. Poi arriva la seconda, quindi la terza…il business esplode. Il marchio BioItaly inizia a circolare e diventa sinonimo di affidabilità. L'azienda si espande ed ecco che il sogno prende vita.

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Nipt Test: la diagnosi prenatale semplice ed attendibile.

La parola d’ordine è solo una: prevenzione.

Semplice, sicuro e non invasivo. Parliamo del Nipt Test, lo screening innovativo che consente di prevedere, con un semplice prelievo del sangue venoso, alcune alterazioni cromosomiche e nello specifico le trisomie 21 (sindrome di Down), 13 (sindrome di Patau) e 18 (sindrome di Edwards).

Una svolta… proprio così potremmo definirla dal momento che il test consente di fare prevenzione fornendo dei risultati con un attendibilità del 99,9% e non essendo invasivo mette al sicuro donna e feto. Al momento rappresenta lo standard migliore per la ricerca di alcune patologie cromosomiche importanti.

Addio dunque ad amniocentesi e villocentesi che saranno sempre meno utilizzate. Con il Non Invasive Prenatal Testing della company biotech BioItaly si può avere un quadro chiaro della salute del proprio bambino già a partire dalla decima settimana.

D’altra parte, diciamocelo chiaramente, se domandiamo ad una donna che ha appena saputo di essere in gravidanza cosa desidera sapere del proprio bimbo, la risposta è precisa e sempre puntuale: “che sia sano”. E adesso è possibile saperlo senza correre rischi legati ad esami diagnostici invasivi.

Come si esegue? È semplice. Una volta effettuato l’acquisto, un’infermiera viene a casa vostra per il prelievo del sangue venoso ed è fatta.

Analizzando i frammenti di DNA libero di origine fetale che circolano nel sangue materno derivanti dal passaggio di micro-frammenti placentari, viene individuato e valutato il rischio legato alle possibili anomalie cromosomiche durante la gravidanza. Il Nipt test è ideale per tutte le mamme che hanno superato il trentacinquesimo anno di età sia che si tratti di gravidanze singole sia che si tratti di gravidanze gemellari derivanti da concepimento naturale o da fecondazione assistita.

Non un test diagnostico ma di screening che offre la possibilità di ridurre il ricorso a indagini diagnostiche invasive e di conseguenza abbattere il numero degli aborti collegati alle tecniche di prelievo dei tessuti fetali e le possibili complicazioni per le gestanti. L’obiettivo è solo uno: fornire informazioni corrette alle coppie che lo desiderano attraverso tre semplici step: prenotare il test, eseguire il prelievo del sangue ed attendere il risultato delle analisi.

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Covid19, arriva una speranza dalle cellule staminali del cordone ombelicale.

Si tratterebbe di una potenziale terapia basata sull'utilizzo di «cellule staminali mesenchimali ottenute dal cordone ombelicale di un bimbo appena nato. Cordone che più delle volte si butta via e che invece potrebbe essere fondamentale». Ad affermarlo è stato il diabetologo italiano negli Usa, Camillo Ricordi, che interviene a “L'aria che tira” su La7 ha spiegato i dettagli di un trattamento impiegato per il diabete di tipo 1 e che oggi è al vaglio per il Covid-19 . Alla base ci sarebbe uno studio portato avanti dal gruppo di Ricordi e che oggi è disponibile in versione preprint, cioè prima della revisione tra pari, nell'archivio Ssrn.

«Quando sono iniziati i primi casi di contagio in Cina, noi approvazione già l'approvazione della FDA per fare dei protocolli per curare il diabete di tipo 1 con queste infusioni. Da un singolo cordone, queste cellule si possono estrarre ed espandere tanto che si riesce a produrre oltre diecimila dosi terapeutiche», continua Ricordi. «Nel diabete la ragione è che le cellule staminali hanno un'azione antinfiammatoria e immunomodulante, antivirale e antibatterica, contrastano la tempesta di citochine e promuovono la rigenerazione dei tessuti». Tutte le caratteristiche che potrebbero essere molto utili contro il Covid-19.

In più se lo studio condotto da Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute and Cell Transplant Center dell’Università di Miami, dovesse essere confermato, si tratterebbe di una terapia «a basso costo, solo poche centinaia di euro per trattamento».

In sostanza, attraverso una trasfusione di sangue in vena periferica le cellule staminali arriverebbero direttamente nei polmoni e potrebbero migliorarne il microambiente. E in Cina sarebbe già stato dimostrato che esse funzionano contro il ceppo virale che sta mettendo in ginocchio il mondo intero perché inibiscono l’iper attivazione della risposta immunitaria del paziente contro il virus favorendo la transizione da un ambiente pro-infiammatorio ad un ambiente rigenerativo.

«I risultati sono incredibili – conclude Ricordi – 100% di sopravvivenza in chi ha ricevuto queste staminali ed è sotto gli 85 anni di età, 90% se si tutte le età. La sopravvivenza nel gruppo di controllo è stata invece meno del 50%. Quelli considerazioni sono casi molto avanzati di Covid-19. I dati dello studio fanno vedere come l'ipotesi di un'azione antinfiammatoria contro le citochine infiammatorie si sia verificata».

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La banca del cordone ombelicale: quando la conservazione salva la vita.

È uno dei settori promettenti della medicina per la più cura di malattie che ad oggi non lascia campo a molte persone. Parliamo delle cellule staminali. Cellule 'primitive' non specializzate attraverso ma in grado, dietro stimoli, di differenziarsi e trasformarsi in altri tipi di cellule del corpo il processo del differenziamento cellulare.

Dove si trovano le cellule staminali? Le troviamo nel midollo osseo, nel tessuto adiposo, nel sangue, nel sacco amniotico, nella placenta e nella polpa dentaria. Ma se c'è una fonte ricchissima di cellule 'madri' questa è costituita dal cordone ombelicale dei neonati.

A cosa servono? Esse hanno una funzione riparatrice. Riescono a riprodursi illimitatamente e possono sostituire altre cellule danneggiate durante l'intero arco di vita di un essere umano. Ecco perché può essere fondamentale conservarle compiendo, così, il primo gesto d'amore verso il vostro bambino.

Proprio di questo si occupa BioItaly con la sua BioBank, la banca del cordone ombelicale destinata alla conservazione delle cellule staminali. La biotech company siciliana è partner italiana della holding internazionale Bioellenika, una delle tre maggiori banche di stoccaggio delle cellule staminali in tutta Europa.

Al momento della nascita del vostro bimbo, potrete scegliere di estrarre il sangue cordonale, invece di buttarlo, e procedere alla raccolta, elaborazione e conservazione delle cellule che in futuro potranno essere utilizzate sia per terapie standard sia per la medicina rigenerativa: riparare organi, riparare il tessuto danneggiato e curare eventuali patologie.

Attraverso la sua BioBank, BioItaly offre l’opportunità di criocongelare il sangue cordonale di vostro figlio e garantirne la conservazione per 20 anni con un contratto che può essere rinnovato. I laboratori della struttura aziendale sono dotati di tecnologie all’avanguardia e le cellule conservate, qualora ci fosse bisogno di trapianto, vengono fornite in tempi rapidissimi in tutto il mondo.

Le cordonali sono fra le cellule staminali migliori in assoluto per qualità e compatibilità con il vostro bambino e possono essere utilizzate per la cura di innumerevoli patologie fra le quali malattie ematologiche, oncologiche, immunologiche, genetiche e metaboliche. Esse, infatti, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute, sono perfettamente in grado, ad esempio, di ricostruire il midollo osseo dopo la sua distruzione in seguito a trattamento radio-chemioterapico. Queste cellule speciali hanno due caratteristiche che le rendono uniche: una è l’auto- rinnovamento e l’altra è la pluripotenza. Una staminale ha la capacità di compiere un numero illimitato di cicli replicativi mantenendo sempre lo stesso stadio differenziato; allo stesso tempo attraverso la pluripotenza dà origine ad una o più linee o tipi cellulari tramite il differenziamento. Ecco perché è possibile oggi proteggere la vita di tuo figlio attraverso le staminali.

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